TINA FIORENTINO

“Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati a fare, e poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate.” (Martin Luther King)

Legge elettorale regionale e… dintorni.

Sembra che domani sarà una giornata decisiva per la discussione e l’approvazione della nuova Legge elettorale regionale che sostituirà quella in vigore dal 2005. Il Consiglio è convocato, infatti, alle 11:30 grazie all’intesa di massima raggiunta nella Conferenza dei capigruppo.

riforma-legge-elettorale-1-770x513La nuova Legge dovrà inevitabilmente introdurre le modifiche rese necessarie dai rilievi della Corte Costituzionale, a proposito del numero dei componenti del plenum (che deve scendere dagli attuali 70 a 50 Consiglieri più il Presidente eletto) e del premio di maggioranza (che deve favorire in maniera chiara la governabilità).

La seconda delle modifiche, in particolare, nei giorni scorsi ha provocato un botta e risposta tra maggioranza e opposizione, consumandolo prevalentemente sui media ma dando luogo a una vera e propria lotteria, a proposito di percentuali di voti necessari per ottenere il premio di maggioranza stesso, il numero dei consiglieri assegnato alla coalizione vincente e le relative soglie di sbarramento alle coalizioni stesse e alle singole liste.

Invece, con molta intelligenza e sensibilità, Michele Emiliano, Candidato alla Presidenza per il Centrosinistra, ha colto l’occasione per sottolineare più volte quanto risibile sia oggi la presenza femminile in Consiglio, sollecitando il proprio e gli altri partiti a introdurre la cosiddetta “preferenza di genere” ovvero una seconda preferenza da esprimere a favore di un candidato di sesso femminile.

Ottimo. Bravo Michele!

Il punto è che, fino a questa mattina, gli esponenti del Centrodestra non solo hanno dichiarato di non essere favorevoli ma hanno avuto in qualche caso il cattivo gusto di sottolineare che l’introduzione della preferenza di genere potrebbe favorire la nascita di “coppie e coppiette”, che potrebbero “rendere riconoscibile il voto” e di conseguenza dare luogo a “comportamenti delinquenziali a scapito del Governo regionale”.

In risposta a tali discutibili dichiarazioni, mi sono detta “Rassure-toi, ce n’est qu’une boutade!” ovvero “Non preoccuparti, è solo uno scherzo!”.

Purtroppo, no. A quelle assurde dichiarazioni se ne sono aggiunte altre che ancora una volta evidenziano la natura misogina di una parte della nostra società.

Perciò mi permetto d’invitare soprattutto i dotti esponenti del Centrodestra a rileggere con maggiore attenzione le ragioni addotte da Michele Emiliano:

 “… tradizionalmente nel Consiglio regionale pugliese siede un numero risibile di donne, e questo in contraddizione con le proporzioni uomo/donna di tutti i principali ruoli dirigenziali e di responsabilità nelle pubbliche amministrazioni, nell’istruzione, nella magistratura, nelle forze dell’ordine e nell’esercito. Questa situazione è intollerabile e mi sono sempre molto rammaricato che il Consiglio regionale uscente non abbia mai affrontato seriamente questo problema…”

Intelligenti pauca.

Exicom

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