TINA FIORENTINO

“Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati a fare, e poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate.” (Martin Luther King)

Cara Regione Puglia, I have a dream…

Chiedo scusa a tutti se mi permetto di parafrasare il titolo del discorso che Martin Luther King pronunciò il 10 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial a Washington, a conclusione di una marcia per i diritti civili della comunità di colore americana.

Tuttavia non trovo disdicevole sognare di vivere in una società che non emargini né prevarichi, che si apra velocemente e serenamente al cambiamento, non ritenendolo minaccia per il proprio benessere, per la propria identità, per la propria cultura.

Ebbene, proprio noi, i Pugliesi…

Proprio noi, capaci di sopportare le dominazioni di goti, bizantini, longobardi, saraceni, di nuovo bizantini, svevi, aragonesi, spagnoli, borboni e francesi, suggendo il meglio del progresso civile e culturale che ciascuno di quei popoli era in grado di esprimere;

proprio noi, tenaci  e caparbi lavoratori che di fronte alle crisi più difficili e insuperabili, ci rimbocchiamo le maniche e ricominciamo generosi e infaticabili, nascondendo i dispiaceri, tendendo la mano e regalando, invece, un sorriso a chiunque;

proprio noi, fieri delle nostre radici, di ciò che siamo, dei nostri cieli azzurri, delle nostre città, delle nostre basiliche, dei nostri riti, della nostra arte, della nostra cultura e sempre pronti ad accettare il confronto senza infingimenti;

proprio noi, che nel 1991, il 7 marzo a Brindisi e l’8 agosto 1991, accogliemmo a braccia aperte rispettivamente 27.000 e 20.000 profughi albanesi e che continuiamo, senza lamentarci, a dare asilo a una moltitudine di povera gente proveniente dal nord-africa;

proprio noi, ci siamo meritati alcuni politici che occupano gli scranni del Consiglio regionale?

Com’è potuto succedere? A che cosa pensavano i loro elettori nel momento in cui tracciavano la croce sul simbolo del partito e scrivevano un nome accanto?

È dura da ammettere! Ma ci sono riusciti ancora una volta, li hanno incantati con le loro “solite” promesse!

Ma non punto il dito contro quegli elettori poiché erano in buonafede: non potevano sapere quanto sarebbe stato difficile tenere insieme i pezzi di una politica preistorica, in quanto tale costruita sui ricatti e sui tradimenti e, soprattutto, non si aspettavano che di fronte alla possibilità di cambiare davvero e, nei giorni scorsi, di dare segnali di rinnovamento e di speranza, codesti politici ergessero barricate e mal celassero la propria miopia politica e la propria misoginia.

Ahimè, questa gente indefinibile che, tronfia, rivendica di aver sconfitto la compagine avversaria o che versa lacrime di coccodrillo, ha accuratamente tentato di sbarrare la strada dell’assise regionale a esperienze nuove, a professionalità nuove, a culture nuove e, come se non fosse abbastanza, PERFINO ALLE DONNE!

Se almeno avessero affossato le modifiche alla legge elettorale a fronte alta, adducendo le ragioni vere, spiegando pubblicamente il proprio punto di vista, avrebbero fatto una figura meno indecente.

Invece, eccoli lì… si fregano le mani per aver sconfitto… il progresso. Meschini.

Amo profondamente la Puglia e i Pugliesi… e sogno che qui la vita diventi migliore che altrove.

Egregi “Consiglieri” regionali, that’s my dream…

Exicom

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