TINA FIORENTINO

“Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati a fare, e poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate.” (Martin Luther King)

We want sex…

Già immagino, divertita (e non poco), i miei amici maschietti… We_Want_Sex---02

Calma, calma… non si tratta di una dichiarazione antitetica rispetto alla celebrazione della Festa della Donna!

“We want sex”, infatti, è il titolo del film ispirato allo sciopero del 1968 di 187 operaie addette alle macchine da cucire della Ford di Dagenham (UK). Costrette a orari in perfetto stile “schiavista” in un luogo di lavoro insalubre, obbligate a sacrificare la vita familiare e pagate come operaie non qualificate, le donne, guidate da Rita O’Grady, protestarono contro la discriminazione sessuale e rivendicarono la parità di retribuzione. Le lavoratrici attuarono uno sciopero che attirò l’attenzione dei sindacati e della comunità, trovando infine l’appoggio del ministro Barbara Castle che si schierò dalla loro parte a combattere una legge iniqua e obsoleta. In una delle manifestazioni messe in atto dalle operaie, fu esposto uno striscione “we want sex equality” ovvero “vogliamo la parità dei sessi”. Non dispiegato totalmente, lo striscione apparve, in alcune foto, troncato della parola “equality”, dando luogo al divertente doppio senso.photo-We-want-sex-Made-in-Dagenham-2009-9

In realtà, intere generazioni di donne hanno combattuto per il diritto alla parità, alla libertà, alla dignità, al rispetto, contro gli stereotipi che le volevano meno dotate, meno capaci, meno intelligenti degli uomini e contro la violenza.
Nonostante le tante vittorie, ottenute grazie alla tenacia, alla determinazione, alla perseveranza, nonostante la donna ormai rivesta ruoli di primo piano e di grande responsabilità in tutti i settori, nel mondo del lavoro, nella istruzione, nella sanità, nella politica, nella giustizia, perfino nella difesa e nella pubblica sicurezza, purtroppo esistono ancora sacche di resistenza al riconoscimento della parità.
Ed è proprio ai sostenitori di codeste sacche di resistenza che mi rivolgo oggi.
Cari uomini, per favore, oggi non tornate a casa con tanti piccoli mazzetti di mimose da regalare alle vostre mogli, alle vostre fidanzate, alle vostre mamme, alle vostre suocere, alle vostre figlie e nipoti.

Non è necessario.

Invece, fate qualcosa di diverso. Provate a non vederci soltanto come mogli, mamme, cuoche e cameriere. Provate a sorprendervi della nostra intelligenza e della nostra forza interiore. Provate ad ammirare la nostra capacità di soffrire in silenzio. Provate a considerarci anche vostre amiche, a instaurare un dialogo franco e aperto, a comunicare, ad abolire i grugniti e i mugugni, a stare in famiglia non più come intrusi. Provate a prendere in considerazione il nostro “pensiero laterale” e ad accettare che il nostro punto di vista sa essere molto concreto. Provate a riconoscere che spesso siamo molto brave a risolvere i problemi.

E – sincerità per sincerità! – stimateci.

E se lo farete per i prossimi 365 giorni e ancora, per il resto della vita insieme a noi, non avrete festeggiato noi ma onorato la vostra stessa dignità.

Exicom

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4 commenti su “We want sex…

  1. Alberto
    9 marzo 2015

    Chissà. Chissà che non sia proprio il fatto che sempre più uomini vedano le proprie donne non più soltanto come mogli, mamme, cuoche e cameriere, che non si sorprendano della loro intelligenza e della loro forza interiore, e che ammirano la loro capacità capacità di soffrire in silenzio a determinarne il disorientamento e talvolta l’incomprensione, fattori questi magari retaggi sottoculturali con i quali sono stati educati e cresciuti, ma troppo spesso innescanti terribili fenomeni di violenza e sopraffazione.
    Occorre che si diffonda una nuova cultura dell’incontro tra i due sessi, così diversi se non opposti, e tuttavia complementari.
    Mi viene in mente un verso di un brano di Joe Jackson (Real men) che recita: And if there’s war between the sexes then there’ll be no people left…

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  2. Isola
    13 marzo 2015

    Gli uomini si sposano perché sono stanchi, le donne perché sono curiose. Entrambi vengono delusi.
    (Oscar Wilde)

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  3. francesca
    13 marzo 2015

    Interessante punto di vista, quello dell’ “Isola”….

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  4. Tina Fiorentino
    13 marzo 2015

    Grazie a “Isola”, Francesca e Alberto. Mi piacerebbe chiosare:

    “Bisogna scegliere per moglie (o per compagna, ndr) solo una donna che, se fosse un uomo, si sceglierebbe per amico.” Joseph Joubert

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Questa voce è stata pubblicata il 8 marzo 2015 da in Elezioni Regionali Puglia 2015 con tag , , , , , , , .